Il lavoro domestico è ogni tipo di lavoro che viene svolto all’interno di una famiglia o abitazione altrui, incluso quello di assistenza a persone disabili o con handicap che non permettono loro di provvedere ai loro bisogni primari. Una persona che si occupa di disabili o anziani è nota come badante, mentre un collaboratore domestico che si occupa di pulizie o cucina è noto come colf.

A differenza degli infermieri professionisti, badanti e colf non devono necessariamente avere un titolo professionale o accademico, né qualificazioni specifiche. Il permesso di soggiorno relativo a queste figure deve essere richiesto da datori di lavoro privati e non da ospedali, agenzie di reclutamento o cooperative.

Una volta ricevuto il nulla osta dal tuo datore di lavoro, dovrai continuare con la normale procedura per la richiesta di un visto per lavoro subordinato.

Si applicano inoltre le regole relative all’immigrazione e al soggiorno stabilite per il lavoro subordinato, con le seguenti eccezioni:

Garanzia del reddito del datore di lavoro. I datori di lavoro possono fare domanda per il nulla osta di un collaboratore domestico se provano di aver un reddito sufficiente a coprire il salario, vitto, alloggio e contributi previdenziali di quest’ultimo. Questo reddito può essere combinato con quello dei familiari di primo grado non conviventi o di altri familiari o individui legalmente tenuti a fornire assistenza e può essere dimostrato con la più recente dichiarazione dei redditi.
I datori di lavoro nel settore agricolo possono inoltre usufruire di altri indicatori di reddito, come ad esempio una dichiarazione IVA, le dichiarazioni relative all’IRAP o fondi dell’Unione Europea ricevuti;
I datori di lavoro che ricevono un reddito esente da tassazione (come le pensioni di guerra o le borse di studio per dottorati di ricerca) possono provare il loro reddito attraverso certificazioni fornite dalle organizzazioni che li sostengono. Il salario netto deve essere almeno il doppio del salario e contributi che devono essere pagati al collaboratore;
Il requisito relativo al reddito non si applica se il datore di lavoro non è autosufficiente o gravemente disabile. Queste circostanze devono essere adeguatamente provate dal datore di lavoro o suoi familiari producendo all’INPS i relativi certificati medici.

Tutte le questioni relative all’impiego, come l’inizio e la terminazione del rapporto di lavoro o la conversione del contratto devono essere notificate all’INPS. Questo può essere fatto:

Attraverso il sito Web dell’INPS;
Chiamando il numero verde (gratuito) dell’INPS;
Attraverso ogni associazione sindacale o di categoria che offra questo servizio.

La documentazione di cui sopra deve essere presentata all’Ufficio Immigrazione, utilizzando il Modulo Q per il contratto di soggiorno. Una copia del contratto firmato deve essere ripresentata alla Questura quando il richiedente dovrà rinnovare il permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda durata, scadenza e rinnovo si applicano le stesse regole relative ai permessi di soggiorno per lavoro subordinato.

Nel caso tu sia già in Italia per ragioni di turismo o breve soggiorno per altra causa, non potrai rimanere per lavorare, anche nel caso in cui tu abbia trovato un datore di lavoro disponibile ad assumerti. Dovrai invece tornare nel tuo paese d’origine e presentare una domanda di visto, in conformità con il sistema delle quote annuali. Non c’è modo di fare ingresso in Italia per cercare lavoro, né di convertire un permesso di soggiorno per turismo, visita, affari o motivi religiosi in un permesso di lavoro.

Non dimenticare di fare domanda per un permesso di soggiorno una volta giunto in Italia.