Fare ingresso in Italia per ragioni di lavoro è un processo particolarmente complicato.

Per poter venire in Italia come lavoratore subordinato, devi aver sottoscritto contratto di impiego con un’organizzazione. Il datore di lavoro può essere un cittadino italiano oppure uno straniero titolare di un permesso di soggiorno in corso di validità. Il datore di lavoro deve presentare la richiesta per tuo conto registrandosi sul sito Web del Ministero dell’Interno e scaricando il modulo adeguato.

Se non hai già un datore di lavoro, puoi entrare in Italia con un visto diverso e cercare lavoro. Se lo troverai, dovrai tornare al tuo paese d’origine e presentare una nuova domanda di visto per ragioni di lavoro.

Ogni anno c’è un numero massimo di lavoratori che può entrare. Questo numero, noto come quota, è stabilito dal governo, ed è diviso per nazionalità o in relazione a diverse tipologie di professioni (impiegati, lavoratori autonomi, stagionali…). Il sistema delle quote, tuttavia, non si applica a tutte le professioni .

Le quote di nazionalità sono riservate a paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto accordi specifici in materia di immigrazione e riammissione di stranieri con status di migranti irregolari. La lista completa delle quote di immigrazione per ogni anno è pubblicata nel cosiddetto decreto quote (o decreto flussi) che è reso disponibile in certi periodi dell’anno sul sito del Ministero dell’Interno italiano.

Per poter essere impiegato in Italia come migrante non europeo, le soglie massime delle quote non devono essere state raggiunte. Se questo avviene, dovrai aspettare l’anno successivo. Generalmente, e quote vengono raggiunte molto rapidamente, ma se rimangono posti in eccesso, questi si aggiungono alla quota dell’anno successivo.

È molto difficile scoprire se sono rimasti posti disponibili prima di inviare la tua domanda. Puoi provare, tuttavia, a domandare informazioni a riguardo presso l’ufficio visti del Ministero degli Affari Esteri italiano.

Non dimenticare che dovrai fare richiesta di un permesso di soggiorno una volta giunto in Italia.